Perché metti Gesù vicino all’arricchirsi?

Sviluppo Personale

Prendo spunto da una apprezzata "critica costruttiva" di una iscritta alle mie  liste, per riaffrontare il rapporto tra Ricchezza e Spiritualità (ricordo che è disponibile per gli iscritti all’EntusiasmoWorld Training  la mia web conferenza "Ricchezza e Spiritualità"  tenuta tempo fa sul sito di Josè Scafarelli).

Intanto ecco l’osservazione pervenutami:

non riesco a capire perchè metti Gesù vicino all’arricchirsi…lui invitava ad una vita ESSENZIALE!guadagnare di più non era uno dei suoi punti…piuttosto spendere meglio quello che abbiamo!sono d’accordo con l’entusiasmo che vuoi diffondere, davvero essere contenti cambia la vita, ma sono dell’idea che è meglio (e più semplice) essere contenti di quello che si è (cioè meravigliose creature amate da un buon Padre) che di quello che si ha!Buon lavoro,
Una critica costruttiva! 

(m.)

Cara m.,

condivido quello a cui ti riferisci riguardo al richiamo evangelico alle cose importanti (riferimento a Marta e Maria) ed è quello che anche io sottolineo quando parlo di Ricchezza e Prosperità, che come noti hanno le iniziali maiuscole in quanto sono più di denaro, beni, conto in banca e possedimenti.

L’errore di fondo, che diventa paradosso impregnato da un po’ di ipocrisia infarcita da retaggi culturali che poco hanno a che fare con la spiritualità, è che chi intraprende un cammino spirituale (quindi di ricerca del senso di Dio nella propria vita) non deve parlare di ricchezza.

E qui particolarmente che scatta il paradosso e l’ipocrisia, atteggiamento per cui vediamo Gesù adirarsi (riferimento dei mercanti al tempio in cui Egli NON condanna il commercio in se ma la profanazione del luogo, del contesto). 

In pratica, se si è scelto o si è chiamati a vivere nella società creandosi una famiglia, con tutto ciò che comporta la gestione familiare con la cura e crescita del nucleo, così come chi esercita il carisma dell’imprenditoria, creando benessere per se e per gli altri, chi invece come insegnante, impiegato o operaio e tutti chiamati a crescere in benessere… perché mai il denaro, i beni materiali, la prosperità dovrebbe essere in contrasto con l’essere spirituali?

Io, ad esempio, sono un formatore, ho un’azienda di formazione e debbo pagare le tasse, pagarmi i biglietti per gli spostamenti, crescere insieme a mia moglie tre figlie, dare i compensi ai collaboratori, dare la decima e così via. Come posso fare tutto ciò se non producessi sempre più Prosperità e Ricchezza? Chi stabilisce qual’è la soglia per cui va bene ed oltre la quale è… peccato? (rifacendomi per peccato al significato etimologico di "mancare il bersaglio/scopo).

Io NON ho scelto una vita di eremitaggio o espletato voti di povertà… perché la mia vocazione è un’altra e nel contesto sociale e socializzante in cui mi trovo, debbo far FRUTTARE AL MEGLIO I TALENTI RICEVUTI.

E qui ci viene in aiuto una semplice considerazione:

sono consapevole di possedere i beni e di NON essere posseduto da loro?

Madre Tersa di Calcutta, S.Giovanni Bosco, S.Padre Pio, così come il Mahatma Gandhi, il Dalai Lama e tanti altri Santi e Illuminati che pur essendo addirittura dei consacrati e legati al voto di povertà, hanno dimostrato efficacemente come sia efficace e come va vissuto il rapporto con il denaro ed il benessere materiale. 

Lo stesso San Francesco d’Assisi nella scelta dalla ricchezza alla povertà, richiama a questa "chiave di lettura" del NON permettere ai beni di prendere il sopravvento e se ciò avvenisse, distribuirlo (non l’ha bruciato o distrutto) ai poveri.

Non mi soffermo su questo aspetto che richiederebbe un approfondimento anche citando le Sacre Scritture, mi piace invece sottolineare solamente che se Dio è "El Shaddai", cioè l’Onnipotente, Colui che ha un "petto grande", Colui che è Abbondante (tutte definizioni del temine riportato), Colui che ha creato Cielo e Terra, può essere limitato dalle nostre interpretazioni e convinzioni personali?

Un giorno sono andato dal mio Vescovo e parlando del mio libro "Le 7 Leggi della Ricchezza", condividevo il fatto che, secondo me, è nostro dovere aiutare le persone dando loro le informazioni funzionali nel fare le cose in un modo tale che ogni famiglia possa crearsi il benessere che merita, anziché lasciare che subiscano le ondate di crisi che creano tutt’altro che Entusiasmo e libertà d’animo e d’Anima.

A me sembra più logico, più salutare… e più funzionale che ogni membro della comunità possa dare il proprio contributo (parlo proprio di denaro) per le missioni, per la manutenzione delle strutture di culto, per le iniziative culturali, per aiutare chi è in difficoltà, per interventi umanitari e così via, anziché avere una comunità di persone che vive nella disperazione e nella scarsità che è cosa ben diversa dal concetto di povertà evangelica.

Vuole dunque Dio che vendiamo tutto, che non abbiamo cura nel produrre benessere e così via?

Per niente! Anzi, secondo la mia ultra ventennale esperienza sul campo come animatore di gruppi di preghiera, l’atteggiamento di condannare e giudicare chi produce benessere finanziario è quello che viene definito un "inganno del nemico".

Quindi per crescere nella Pace, nella Gioia e nel’Amore (i segni della presenza dello Spirito di Dio) è nostro compito e dovere fare la nostra parte insieme a Lui per sviluppare più Ricchezza e Prosperità! 

Chiudo questa breve considerazione ribadendo che quanto ho scritto è la mia personale esperienza, che è anche la mia scelta nell’adoperarmi perché la società le famiglie, le persone, possano essere liberate dalla schiavitù della miseria, sapendo che questa è prima uno stato dell0Essere, proprio come la Ricchezza, che va vissuta nell’Entusiasmo, ovvero nell’En Theos che significa In DIO!

Shalom 

maurizio fiammetta (((\joy/)))

=> Articolo correlato:  Ricchi e Spirituali: perché no?

3 Comments

  1. Roberta ASHAN
    5 giugno 2010, 01:39

    Io dipendo dal denaro, perche’ senza denaro, no si fa niente. Ne’ libri, ne’ seminari, ne’ corsi,
    cioe’ si rimane ignoranti. In questo senso spero di averne sempre piu’. Ma la prima cosa da
    chiedere a Dio e’ la Sapienza, da quella consegue tutto il resto, dal resto, ricordati del
    Signore Dio Tuo che Ti da’ la forza per acquistare ricchezze. Invece che l’ultimo pensiero
    la liberta’ finanziaria deve essere la prima tappa di un risvegliato, da cui conseguira’ piu’
    servizio, piu’ studio, piu’ meditazione, piu’ ricerca spirituale, piu’ tempo per noi stessi e
    ancor prima per Dio, che non e’ poi la stessa cosa? Chissa’ il Vescovo cosa ha risposto, non
    avendo due figlie da crescere! Su, smettiamola con le falsita’ sul denaro, che serve davvero
    a tutti, ma cosa vuoi disdegnare questo tipo di energia. Quindi, una volta capito come farlo
    onestamente, allora, via libera, non si aiutano i poveri restando poveri, disse Abramo Lincoln l’ importante e’ capire che Dio creo’prima i cielo e poi la terra, e dal cielo scendono
    i soldi ( e’ un ovvia metafora) inutile lavorare la Terra, se non si e’ prima irrigato il cielo.
    E chi ha orecchi per intendere, intenda!

  2. 31 maggio 2010, 23:28

    l’importante e sviluppare la propria spiritualità e migliorare la sistuazione finanziaria con lo scopo di creare valore e aiutare gli alrei a raggiungere la prosperità, intesa non solo come ricchezza materiale.
    Il denaro è sicuramente importante, ma bisogna amare le persone non il denaro, non dipendere dallo stesso perchè questo crea sofferenza e illusione.

  3. 28 maggio 2010, 17:20

    Pregare e Meditare è giusto e doveroso per la propria spiritualità. Ma pregare e meditare sotto un ponte o con lo stomaco che brontola dalla fame diventa molto difficile.
    – Parole di un Saggio –

    Il denaro è il mezzo per distribuire maggiore benessere a tutti ed è quindi tuo obbligo prendertene cura, guadagnarne di più o semplicemente gestire meglio quello che hai.

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