La Felicità… a Portata di Mano!

Sviluppo Personale

Ho voluto titolare questa storia tratta dal libro "Brodo Caldo per l’anima" La felicità…a portata di mano, perchè ci fa riflettere su come si può realizzare la Felicità anche con piccoli gesti di amore gratuito.

Shalom

M@urizio Fi@mmett@ (((\joy/)))
Coach dell’Entusiasmo e Trainer di Sviluppo Personale

“Una volta, quando ero adolescente, mio padre e io eravamo in coda per acquistare i biglietti per il circo. Finalmente rimase una sola famiglia tra noi e lo sportello della biglietteria.

Questa famiglia mi fece una grande impressione. Vi erano otto bambini, tutti probabilmente di età inferiore ai dodici anni. Si vedeva che non avevano molti soldi. Gli abiti non erano costosi, ma erano puliti. I bambini erano educati, stavano tutti in coda, a due a due, dietro ai genitori, tenendosi per mano. Chiacchieravano agitati parlando dei pagliacci, degli elefanti e di altri numeri che avrebbero visto quella sera. Si capiva che non erano mai stati al circo prima di allora. Prometteva di essere un piatto forte della loro giovane vita.

Il padre e la madre erano in testa al gruppo con un’aria quanto mai orgogliosa. La madre teneva la mano del marito, guardandolo come per dirgli: “Tu sei il mio cavaliere nell’armatura splendente”. Lui sorrideva crogiolandosi nell’orgoglio e la guardava come per rispondere: “Hai indovinato”.

La bigliettaia domandò al padre quanti biglietti voleva. Lui rispose con orgoglio: “Per favore mi dia otto biglietti per bambini e due per adulti così posso portare la famiglia al circo.”

La bigliettaia gli disse il prezzo.

La moglie lasciò andare la mano di lui e chinò il capo, il labbro dell’uomo cominciò a tremare. Il padre si sporse un po’ più avanti e domandò:

“Quanto ha detto?”.

La bigliettaia gli ridisse il prezzo. L’uomo non aveva denaro a sufficienza. Come poteva girarsi e dire agli otto figli che non aveva soldi a sufficienza per portarli al circo? Vedendo ciò che stava succedendo, mio padre si mise la mano in tasca, tirò fuori un biglietto da venti dollari e lo lasciò cadere a terra. (Noi non eravamo ricchi in nessun senso della parola!).

Mio padre si chinò, raccolse la banconota, picchiò sulle spalle l’uomo e disse: “Mi scusi, le è caduta questa dalla tasca”.

L’uomo sapeva ciò che stava accadendo. Non stava chiedendo un’elargizione ma sicuramente apprezzò l’aiuto in una situazione disperata e imbarazzante che spezzava il cuore. Guardò mio padre dritto negli occhi, gli prese la mano con entrambe le sue, la premette forte contro la banconota da venti dollari e con il labbro tremante e una lacrima che gli scorreva lungo la guancia rispose: “Grazie, grazie, signore. Questo è davvero molto importante per me e per la mia famiglia.”

Mio padre e io tornammo alla macchina e rientrammo a casa. Non andammo al circo quella sera, ma non fu una delusione.”

(Dan Clark)

6 Comments

  1. Alberto
    24 settembre 2010, 17:55

    Quello che posso dire, oltre ad avere anche io la lacrimuccia, è che c’è da lavorare veramente tanto sul ricevere.
    Grazie tante per questo bel racconto che intanto ricevo di cuore…
    Un grande abbraccio.
    Alberto

  2. palma montenero
    24 settembre 2010, 12:07

    Grazie a tutti per i vostri altrettanto belli commenti.
    Avete ragione, bisogna esercitarsi a ricevere tutta la bonta e la gioia che la vita ci dà.

    Un abbraccio.
    P

  3. palma montenero
    24 settembre 2010, 12:06

    Grazie a tutti per i messaggi che sono altrettanto belli, almeno quanto la storia raccontata.
    Anche a me è capitato di tornare a casa dopo la fila senza aver consumato personalmente, ma adesso ringrazio il cielo per essere stata al posto giusto, ora devo solo esercitarmi a quanto di bene e di gioioso mi viene donato.

    Un abbraccio.
    P

  4. 20 settembre 2010, 19:21

    Questa storia del labbro tremante e la lacrima dev’essere contagiosa e ha preso anche me.

    Grazie!

    Marco:-)

  5. 18 settembre 2010, 23:34

    Bravo chi dà, ma doppiamente bravo chi sa ricevere.

    Quante persone sono disposte a fare un gesto come quello del padre che ha dato i propri venti dollari? Tutto sommato abbastanza… che ne dici?

    MA quante persone sono disposte ad accogliere un gesto come quello del padre che accetta i venti dollari? Mooolte meno.

    Tu che leggi 🙂 sono sicura che ti identifichi nell’uomo che dà… vero? E’ normale, siamo abituati così. Siamo abituati ad identificarci con il benefattore e non con il bene-ricevitore…

    Eppure… solo se sappiamo ricevere, il nostro gesto di dare é veramente puro…

    🙂

    Bell’articolo Maurizio. GRAZIE

    Rebecca

    🙂

  6. cuordifata
    18 settembre 2010, 22:30

    Conoscevo questa storia, ho comprato i primi tre libri parecchi anni fa, più di 10, è da questi libri che ho iniziato a cercare la vera via, sniff … scusa ogni volta che la leggo o la racconto piango, in quella serie ci sono delle vere meraviglie dal valore inestimabile!
    Grazie era un po’ che non la leggevo.

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