Gesù, Milton e Richard

Sviluppo Personale

Un divertente quanto interessante articolo di Richard Bandler tratto da "Time for a Change". Meditate gente, meditate 🙂

Una volta ho avuto un cliente che soffriva di agorafobia. Non usciva mai di casa. Non ci aveva nemmeno mai provato. Diciamo che è una malattia da ricchi. L’agorafobia non è una malattia da poveri. Immaginate di non avere soldi e di soffrire di agorafobia. Cosa fareste per vivere? Morireste di fame. Quello diventerebbe il problema. Bisogna avere soldi per pagare l’affitto, per avere delle persone che vi portano le provviste, e tutto il resto. Questo la rende una malattia da ricchi. A me piacciono i ricchi. I terapeuti mi chiamano e dicono: “Abbiamo un agorafobico con cui lavorare.” Il mio portafoglio comincia a fare “tum, tum, tum.” Ci farò un salto.

È facile lavorare con loro. Io faccio semplicemente in modo che abbiano più paura di rimanere a casa. Entro e dico: “Salve! Bella giornata per un esorcismo, eh? Sembra terribile fuori. Vuoi startene qui a giocare con me?”.

Adoro lavorare negli ospedali per malattie mentali. Non possono scapparmi. Mi piace il concetto. Una volta che mi recai in uno di questi, e il personale mi raccontò quanto fossero impossibili i pazienti. Io pensai: “Ah! Non hanno ancora visto niente.”

Non so quanti di voi abbiano sentito la storia di Milton Erickson con Gesù Cristo. Lui ha guardato questo tizio e gli ha detto: “Ho sentito che una volta facevi il falegname.” Il tizio ha risposto: “Sì.” Il giorno dopo, Milton gli ha chiesto: “Credi nell’aiutare le persone?”.

Così, lo ha mandato fuori a lavorare con i muratori sul retro dell’edificio dell’ospedale. L’hanno curato loro, non Milton!

Prendete un gruppo di muratori in Arizona. A questi tizi non gliene frega proprio niente se sei Gesù Cristo. Tanto per cominciare, la maggior parte di loro è di religione battista. Affilano i coltelli guardando i tuoi testicoli. Di certo, smetti quasi istantaneamente di essere schizofrenico!

Ma questo ha funzionato. Perciò, quando mi è capitato di fare formazione e alcuni medici del posto mi hanno detto che avevano questo cliente che credeva di essere Gesù Cristo, che faceva a pezzi le lenzuola e si vestiva tutto di bianco e cose del genere, ho fatto: “Ouuuuhhh!”

Ho fatto una cosa molto semplice. Sono andato a comprarmi una cintura di attrezzi da falegname, e due assi di legno, una di due metri e l’altra di un metro e mezzo e un mucchietto di chiodi grandi. Sono aggeggi lunghi circa venti centimetri. Ho preso anche una cintura di attrezzi con una mazza di due chili.

Sono entrato. Questo tizio era sdraiato sul suo letto. Ho preso il mio metro e l’ho misurato per il lungo: Gli ho preso le braccia, gliele ho aperte in fuori ai lati. Ho fatto una X su entrambe le sue mani con un pezzo di gesso. Lui mi ha guardato. Ho appoggiato l’asse di un metro e mezzo su quella di due metri che era già sul pavimento, ho tirato fuori la mia mazza, e ho cominciato a smartellarle insieme. Whacckkk!!

Lui si è sporto verso di me e mi ha chiesto: “Cosa sta facendo?”. Io ho guardato in su e ho detto: “Tu sei Gesù Cristo, vero?”. Lui mi ha chiesto: “Perché vuole saperlo?”. Io ho detto “Oh, niente.” Whaaacckkk! Ho preso un paio di quei chiodi e li ho messi alle due estremità dell’asse, ho guardato le sue mani, e ho cominciato a sbavare un po’ dagli angoli della bocca.

L’ho guardato e ho detto: “Io sono ebreo! Pasqua si avvicina! In effetti, domani è venerdì santo. Ah ah ah.”

Il tizio ha detto: “Aspetti un attimo! Io sono schizofrenico! Questa è solo una malattia mentale!”. Io ho urlato “Dicono sempre così!”.

A questo punto, i pazienti chiamano il dottore con la campanella e gridano: “Sono guarito! Sono guarito! Fatemi uscire!”. Vendere macchine sarebbe molto più facile.

Quando si parla di schizofrenia si dice sempre che gli schizofrenici hanno perso il contatto con la realtà. Quindi, si cerca di rimetterli in contatto con la realtà. In quanto fisico, io sapevo che non possiamo trovare “la realtà.” Io mi sono sforzato di rendere reale quello che credevano, qualunque cosa fosse. Se i pazienti credono di essere braccati dalla CIA, chiamate la CIA perché venga a braccarli. Per me è vero.

Richard Bandler

Tratto dal libro “Il tempo per cambiare (Time for a Change)” – casa ed. NLP ITALY

Adesso un video che riguarda un cane, mi ha dato da pensare se anche noi a volte non siamo in lotta con parti di noi stessi 🙂

Shalom

M@urizio Fi@mmett@ (((\joy/)))
Coach dell’Entusiasmo e Trainer di Sviluppo Personale
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"…Tutto posso in Colui che mi dà la Forza…"

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2 Comments

  1. 5 settembre 2010, 11:57

    Richard ha capito molti meccanismi, ma secondo me il suo parlare è un po’ troppo “americano”. Nonostante i sui esempi siano reali utili e divertenti,nonostante io non sia un esperto di PNL, penso che molte persone si possano aiutare anche con Amore, prendendole per mano. Certo, molte altre hanno bisogno di essere riportate alla luce con più energia, altrimenti si rischia di entrare nel loro mondo.
    Amati !

  2. Dimitri
    4 settembre 2010, 15:35

    Interessante, effettivamente non avevo mai preso consapevolezza che l’ agorafobia fosse una malattia che si possono permettere i ricchi..

    A parte il metodo simil-elettroshock un pò drastico usato per guarire lo schizofrenico, sono perfettamente d’accordo nel pensare che spesso siamo in lotta con parti di noi stessi.. ci possono essere dei conflitti molto forti e dei quali siamo poco consapevoli.

    Dim

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